Quando la scuola è faticosa

La guida pratica ai DSA per genitori consapevoli

A cura di Eleonora Trombino

Molto spesso, quando un bambino o una bambina fa fatica a leggere, scrivere o fare i conti, molti genitori si chiedono: “Ha solo bisogno di tempo o c’è qualcosa che non va?”
Questa domanda è molto comune e, a volte, dietro a certe difficoltà, può esserci un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA), come dislessia, disortografia, disgrafia o discalculia. Non è una malattia, non è un problema di intelligenza, ma semplicemente un modo diverso di imparare. Con il giusto supporto, i bambini e le bambine con DSA possono affrontare la scuola serenamente e raggiungere i loro obiettivi.

I campanelli d’allarme

Ogni bambino o bambina ha i suoi tempi, ed è giusto rispettarli in ogni contesto, ma alcuni segnali meritano attenzione:

  • la lettura resta lenta e faticosa, con tanti errori;
  • la scrittura è piena di sbagli o la grafia è difficile da leggere;
  • i numeri e i calcoli sembrano una montagna insormontabile;
  • studiare diventa una lotta, con tanta frustrazione e poca soddisfazione.

Se queste difficoltà non migliorano col tempo, può essere utile parlarne con insegnanti e pediatra.

Da dove si comincia

Il percorso di solito parte a scuola: gli insegnanti osservano e, se serve, invitano i genitori a fare una valutazione.
A quel punto ci si può rivolgere: ai servizi pubblici (ASL, neuropsichiatria infantile, psicologia) dove il percorso è gratuito ma le liste d’attesa sono molto lunghe, in media tra la richiesta di aiuto e il termine della valutazione passano circa 12-18 mesi; oppure a centri privati, in cui l’iter avviene in tempi più rapidi.

Come arriva la diagnosi

La valutazione non è composta da un singolo test, ma da un insieme di passaggi:

  • raccolta della storia scolastica e familiare;
  • test sulle capacità cognitive;
  • prove su lettura, scrittura e matematica (prove logopediche);
  • incontro finale e consegna dei referti.

Oltre ai documenti relativi alla parte testistica, sono necessari:

  • Una visita neuropsichiatrica (svolta presso l’ASL di appartenza, che deve essere prescritta dal medico di medicina generale);

L’allegato 2 fornito dalla scuola frequentata dal bambino o dalla bambina.
Per poter ottenere la diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento è necessario consegnare l’intera documentazione al GDSAp, ovvero la commissione dell’ASL che si occupa di accertare la presenza o meno del disturbo.
Nel caso in cui il GDSAp accerti la presenza di DSA, verrà rilasciata una certificazione. Questa certificazione è molto importante perché dà diritto a un percorso personalizzato a scuola, con l’utilizzo di strumenti compensativi e di strategie dispensative.
Dopo la diagnosi: la scuola cambia passo
Con la certificazione, la scuola prepara un Piano Didattico Personalizzato (PDP). Non è un “favore”, ma un diritto stabilito dalla legge. Nel PDP sono previsti:

  • strumenti compensativi (come mappe, sintesi vocale, calcolatrice);
  • misure dispensative (tempi più lunghi, riduzione di alcuni compiti scritti);
  • strategie di insegnamento più adatte.

Tutto questo serve a mettere il bambino o la bambina nelle condizioni di imparare senza sentirsi sempre in difficoltà.

Il ruolo dei genitori

Per un bambino con DSA, avere accanto genitori informati e sereni fa davvero la differenza.
Ecco cosa puoi fare:

  • affidarti a specialisti seri e riconosciuti;
  • collaborare con insegnanti e scuola;
  • ncoraggiare tuo figlio o tua figlia, ricordando che il DSA non lo limita, ma richiede solo un metodo diverso.

Ricorda che tuo figlio o tua figlia non è meno capace, semplicemente impara in modo diverso!

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